Capelli, una questione di punti di vista
Piccole curiosità, tra il serio e il faceto
23/09/2009
Elemento essenziale della nostra immagine, la capigliatura assume ruoli importanti nella mitologia e nell’affascinante mondo dei simboli.
Chi l’avrebbe mai detto che l’acconciatura di Medusa avrebbe fatto parlare di sé per secoli e secoli? Probabilmente non ci sperava nemmeno la Gorgone custode degli inferi, la cui strabiliante capigliatura era stata trasformata in un cesto di serpenti da Atena.
La dea, risentita del fatto che Medusa fosse stata sedotta da Poseidone proprio nel suo tempio, la punisce trasformando la bellezza in orrore: chi guarda i suoi capelli rimane pietrificato, nel senso letterale del termine.
Un esempio, questo, per comprendere quanto profondo sia il simbolismo che origina dai capelli. Elemento ornamentale per la specie umana, diviene protagonista della mitologia che si nutre e, allo stesso tempo, crea simboli.
QUANTO CONTANO I CAPELLI – Scomodando il personaggio biblico di Sansone, diventa evidente come siano importanti i capelli nell’immaginario collettivo. Le energie e la virilità risiedono in essi, senza dei quali ogni cosa è persa. Non scordiamoci che a tagliare la chioma di Sansone fu Dalila, la maliarda complice dei Filistei.
E che dire di Berenice, moglie devota del faraone, preoccupata per suo marito partito in spedizione per la Siria? Decide di sacrificare la sua ciocca, donandola alla dea Afrodite, e impetra la vittoria del marito insieme al suo repentino ritorno. Dopo la scomparsa della ciocca dal tempio, si diffonde la notizia che i capelli della donna siano divenuti una costellazione, quella che in seguito è stata appunto nominata “Chioma di Berenice”. E Callimaco, di questa leggenda, ne ha fatto addirittura un poema.
COSE DA SANTI – Oltre al binomio forza e seduzione, legato all’antitesi uomo-donna, la chioma richiama altre credenze, di carattere sacrale. Pensare i capelli come ricettacolo dell’essenza spirituale delle virtù ha portato nei secoli all’usanza di conservare ciocche di capelli. Da questo punto di vista, si spiega il culto delle reliquie dei santi: non solo venerazione, ma anche il desiderio di prendere parte alle loro virtù dichiarate.
E mentre per fare penitenza o dedicare la propria vita a Dio, gli uomini si tosavano il capo – chi non ricorda la chierica di San Francesco? –, le donne per entrare nei luoghi di culto dovevano nascondere i propri capelli, simbolo di seduzione e provocazione.
A lasciare in libertà la sua fluente capigliatura è invece lo sciamano che, danzando durante la preghiera, cerca di entrare in contatto con il soprannaturale.
DAL SACRO AL PROFANO – Anche nei rituali antichi si prendeva parte alle danze sciogliendo i capelli. Per gli stregoni era inoltre una questione di immagine: fra un pentolone e una pozione magica, si davano un tono facendo mostra di una lunga capigliatura. Da questo punto di vista, i capelli assumono un forte significato di rinuncia alle convenzioni e ai limiti imposti, anche dalla società. Del resto, questo modo di esprimere la propria libertà è passato alla storia con Woodstock e la generazione Hippy.
Cambiando prospettiva, ci si accorge che i capelli possono diventare segno di distanza sociale: in Francia soltanto re e principi potevano avere i capelli lunghi, un privilegio che simboleggiava potenza e autorità. I Romani, popolo militare e pragmatico, mantenevano strategicamente barba e capelli corti per non offrire un punto di presa agli avversari nella lotta. E sempre parlando di scontri e di guerre, per i vincitori i capelli erano un trofeo da mostrare: lo scalpo del nemico fatto dagli Indiani Pellerossa è entrato nell’immaginario collettivo.
NON È VERO, MA CI CREDO – Sui capelli si sono spese parole e parole, talvolta romanzi. Con il famoso “Rosso Malpelo”, Giovanni Verga descrive il suo protagonista come malizioso, cattivo e birbone. Questo perché aveva i capelli fulvi, secondo i dettami delle credenze popolari. Il punto di vista, stavolta, è quello del pregiudizio e della superstizione: capelli rossi portano guai. Oltre alla letteratura, è nell’usanza e nelle tradizioni che possiamo trovare tante testimonianze del genere legate ai capelli. Ad esempio, in alcuni paesi di mare, le donne per scaramanzia non si tagliano i capelli fino al ritorno dei loro uomini: se lo fanno sono guai e disgrazie. Non è un caso, forse, che il taglio dei capelli esprime anche una condizione di lutto.
I CAPELLI VALGONO ORO – Nella storia umana i capelli hanno avuto un valore particolare per molte civiltà: ornamento prezioso, insostituibile, da curare e mettere in mostra o parte del corpo da nascondere alla vista altrui. Una caratteristica della personalità talmente tenuta in considerazione da svolgere funzione sociale o spirituale: l’elemento che contraddistingue o che accomuna.
Ma, allora, quanto valgono i capelli? Una risposta curiosa la possono suggerire gli antichi Egizi. Se un ragazzo guariva da una malattia, i famigliari provvedevano a tagliare la sua capigliatura, pesandola su una bilancia e donando ai custodi degli animali sacri tanto oro e argento quanto il peso dei capelli: una bella fortuna!